
AVO Terracina–Fondi porta nelle scuole un’esperienza che non è una lezione, ma un dialogo.
Entriamo nelle classi per parlare di volontariato, di prossimità, di ascolto.
Parliamo di cosa significa esserci per qualcuno che attraversa un momento di fragilità.
Parliamo di ospedale, di case di riposo, di mensa, ma soprattutto parliamo di persone.
Perché il volontariato non è “fare qualcosa”.
È scegliere di stare.
Crediamo che il valore della presenza si possa seminare presto.
Gli studenti del triennio delle scuole superiori stanno costruendo il loro sguardo sul mondo: incontrare il volontariato significa aprire uno spazio di riflessione su:
Non proponiamo eroismi.
Proponiamo umanità.
L’incontro è un momento di ascolto reciproco.
Raccontiamo chi è AVO, dove operiamo – negli ospedali di Terracina e Fondi, nelle Residenze per Anziani, nella mensa Caritas – e cosa significa essere volontari oggi.
Ma lasciamo spazio alle domande.
Ai dubbi.
Alle curiosità.
Spesso sono proprio le domande dei ragazzi a diventare il cuore dell’incontro.
Non chiediamo ai giovani di diventare volontari subito.
Chiediamo loro di portare con sé una domanda:
“Quando incontro qualcuno che ha bisogno, io dove mi metto?”
Se anche uno solo di loro, un giorno, sceglierà di esserci per qualcuno, allora quel seme avrà trovato terreno.
AVO, accanto. Anche nelle scuole.

