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Il denim in scena: arte, riciclo e sartoria teatrale

Il denim in scena: arte, riciclo e sartoria teatrale

La sartoria teatrale de Le Sette Muse ODV continua a esplorare materiali, tecniche e linguaggi del costume con un nuovo progetto che mette al centro un tessuto iconico: il denim.
Il lavoro più recente nasce dall’incontro artistico tra la regista Maura Pettorruso e la costumista teatrale e cinematografica Valentina Basiliana, parte integrante dell’associazione.


La storia del denim e del jeans

Nato come tessuto da lavoro, resistente e versatile, il denim ha origini antiche e affonda le sue radici nella città francese di Nîmes — da cui deriva il nome de Nîmes.
Il jeans, invece, deve il suo nome a Gênes (Genova), città da cui partivano i tessuti destinati ai porti di tutto il mondo.
Da abbigliamento da lavoro a simbolo di libertà, il denim ha attraversato i secoli diventando parte della cultura popolare, fino ad approdare sul palcoscenico teatrale.


Le lavorazioni artigianali nella sartoria teatrale

Nella sartoria de Le Sette Muse ODV, il denim viene reinterpretato attraverso tecniche manuali e sperimentali:

  • tinture naturali e délavé realizzate a mano,

  • ricami e applicazioni su tessuti rigenerati,

  • tagli e cuciture visibili che raccontano l’anima del costume.

Ogni capo diventa un pezzo unico, unendo la forza materica del tessuto al linguaggio simbolico del teatro.


Il valore del riciclo creativo

Questo progetto esalta anche la filosofia del riciclo creativo, restituendo nuova vita a tessuti e capi dismessi.
Il jeans, con la sua memoria d’uso e il suo vissuto, diventa materia poetica, ponte tra passato e presente.
Ogni intervento sartoriale diventa un atto di cura, dove la sostenibilità si intreccia con la creatività.


Un incontro artistico che genera visioni

L’incontro artistico tra Maura Pettorruso e Valentina Basiliana ha dato forma a una ricerca condivisa sul linguaggio del costume come narrazione scenica e materia viva.
La collaborazione, nata per questo progetto, mette in dialogo regia e costume in una dimensione di ricerca e sperimentazione continua.


Fotografie: Simona Paccione