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Museo etnologico di San Michele all’Adige: visita di studio sui costumi tradizionali trentini

Museo etnologico di San Michele all’Adige: visita di studio sui costumi tradizionali trentini

Nell’ambito della ricerca sui costumi tradizionali italiani, Le Sette Muse ODV ha svolto una visita di studio il 27 dicembre presso il Museo etnologico di San Michele all’Adige, con la partecipazione delle volontarie e dei volontari dell’Associazione.

La documentazione fotografica a corredo della visita è stata realizzata da Simona Paccione, presidente de Le Sette Muse ODV.

Il museo, noto come il Museo etnologico di San Michele all’Adige (sito ufficiale), è uno dei principali istituti italiani dedicati alla conservazione e alla valorizzazione della cultura materiale e immateriale delle comunità alpine. Fondato nel 1968 dall’intuizione museografica di Giuseppe Šebesta, il METS propone un percorso espositivo articolato in oltre 43 sale tematiche che trattano usi della vita quotidiana, artigianato, riti e costumi tradizionali del Trentino, offrendo contestualmente un importante centro di ricerca e studi etnografici per l’arco alpino.


I costumi tradizionali trentini: identità, funzione e contesto

Il percorso dedicato ai costumi tradizionali – parte integrante della narrazione museale – consente di comprendere il profondo rapporto tra abbigliamento, geografia e struttura sociale delle comunità contadine trentine. La collezione mette in luce la distinzione tra abiti quotidiani e da festa, le differenze legate a genere, età e stato civile, nonché il legame con i materiali disponibili e le tecniche tessili locali.


Il baule della sposa e le sottovesti: patrimonio tessile e pratica familiare

Tra gli oggetti conservati nelle sezioni dedicate agli usi nuziali del museo si ritrovano bauli del corredo e capi tessili associati alla vita domestica e alle pratiche familiari del passato. In Trentino, come in molte altre aree d’Italia, il “corredo della sposa” non era solo un insieme di elementi funzionali ma costituiva un simbolo di preparazione all’ingresso nella nuova famiglia e, più in generale, di continuità culturale.

Particolarmente significative sono le sottovesti in tela di cotone o lino, spesso conservate piegate con cura nei bauli. Questi capi, generalmente realizzati a mano dalle donne della famiglia, erano ricamati con motivi floreali o iniziali, segni distintivi che ne aumentavano il valore simbolico e culturale. Le sottovesti costituivano quindi un elemento del corredo, espressione di abilità sartoriali domestiche e di un patrimonio di tecniche tessili trasmesse di generazione in generazione.

La presenza di molteplici sottovesti nei bauli – alcune di uso quotidiano, altre riservate a momenti festivi – documenta anche la gestione attenta dei capi tessili all’interno della famiglia e consente di comprendere meglio la stratificazione delle pratiche d’uso, la cura degli oggetti e il loro ruolo all’interno di eventi di passaggio come il matrimonio. Questo tipo di documentazione è preziosa per la stesura del volume sui costumi tradizionali italiani, perché permette di collegare gli aspetti estetici esteriori degli abiti con la materialità tessile più “intima” e funzionale.


Metodologia e ricadute per la ricerca editoriale

La visita al METS ha fornito indicazioni metodologiche rilevanti per la strutturazione delle schede di costume che confluiranno nel nostro volume. In particolare, è stato possibile riflettere su:

  • la catalogazione museale degli abiti e delle componenti del corredo;
  • la distinzione tra oggetto esposto e oggetto documentato (anche se non visibile nelle teche);
  • le tecniche di descrizione di materiali, tessiture e ricami relative anche a capi intimi come le sottovesti;
  • l’integrazione delle foto con adeguate didascalie e attribuzione.

Conclusione

La visita di studio al Museo etnologico di San Michele all’Adige del 27 dicembre ha confermato quanto sia importante approfondire la conoscenza del costume tradizionale non solo dal punto di vista estetico ma anche sociale e familiare. Le osservazioni sui bauli della sposa e sulle sottovesti artigianali offriranno un contributo originale e documentato al capitolo trentino del volume Costumi Tradizionali Italiani, rafforzando l’idea del costume come patrimonio di tecniche, rapporti sociali e pratiche culturali.