
La Giornata Mondiale del Lavoro a Maglia in Pubblico tra memoria, creatività e comunità
Ogni anno, nel secondo sabato di giugno, migliaia di persone in tutto il mondo escono di casa con ferri, gomitoli e progetti in corso per celebrare il World Wide Knit in Public Day, la Giornata Mondiale del Lavoro a Maglia in Pubblico.
La manifestazione nacque nel 2005 per iniziativa della magliaia statunitense Danielle Landes con un obiettivo semplice ma rivoluzionario: rendere visibile un’attività spesso praticata in solitudine e trasformarla in un’occasione di incontro e condivisione. Nel corso degli anni l’iniziativa è cresciuta fino a diventare il più grande evento internazionale dedicato al lavoro a maglia, con centinaia di appuntamenti organizzati da volontari in decine di Paesi.
La scelta di lavorare a maglia in uno spazio pubblico non rappresenta soltanto un gesto simbolico. Significa affermare che la creatività, la manualità e la trasmissione dei saperi hanno ancora un posto nella vita contemporanea. Significa anche ricordare che molte competenze che oggi definiamo “artigianali” sono state per secoli strumenti fondamentali di autonomia, sostegno familiare e costruzione di relazioni sociali.

Il lavoro a maglia possiede una storia antica e affascinante. Le testimonianze più remote delle tecniche di intreccio e lavorazione dei fili raccontano una lunga storia di conoscenze tramandate di generazione in generazione. Nel tempo il lavoro a maglia è diventato non soltanto una necessità pratica, ma anche una forma di espressione personale, un linguaggio creativo e, per molte comunità, un patrimonio culturale da custodire e trasmettere.
Anche in Italia la Giornata Mondiale del Lavoro a Maglia in Pubblico ha trovato negli anni una crescente partecipazione. Associazioni, gruppi informali, biblioteche, musei e realtà culturali organizzano incontri e laboratori aperti alla cittadinanza. Tra le esperienze più significative si ricorda quella promossa dal MAXXI di Roma, che ha ospitato nella propria piazza una giornata dedicata a ferri e uncinetto, riconoscendo il valore culturale e aggregativo di una pratica capace di unire tradizione e contemporaneità. In quell’occasione il museo evidenziava come il lavoro a maglia, pur affondando le proprie radici nella storia, continui a essere vissuto dalle nuove generazioni come strumento creativo e occasione di socialità.

Contrariamente a uno stereotipo ancora diffuso, il lavoro a maglia non appartiene esclusivamente al mondo femminile né a una particolare fascia d’età. Negli ultimi anni numerose personalità della cultura, dello spettacolo e dello sport hanno contribuito a mostrarne il volto contemporaneo. L’attrice Julia Roberts porta spesso con sé il lavoro a maglia sui set cinematografici; Meryl Streep ha più volte raccontato la propria passione per i ferri; Ryan Gosling ha dichiarato di aver scoperto il lavoro a maglia durante una lavorazione cinematografica; il campione olimpico britannico Tom Daley è diventato un simbolo internazionale della nuova generazione di appassionati, mostrando pubblicamente i propri lavori anche durante le competizioni sportive.
Forse è proprio questa la forza del lavoro a maglia: la capacità di creare connessioni. Ogni punto nasce da quello precedente e prepara il successivo. Ogni manufatto è il risultato di un processo paziente, fatto di tempo, attenzione e cura. In un’epoca caratterizzata dalla velocità e dall’immediatezza, il lavoro a maglia continua a ricordarci il valore dei gesti lenti e della costruzione paziente.
Per celebrare questa giornata, Le Sette Muse ODV invita socie, simpatizzanti, allieve dei corsi e tutte le persone interessate a partecipare a un incontro informale che si terrà:
Sabato 13 giugno 2026
dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Villa Torlonia – Roma
L’invito è aperto a chi lavora a maglia, a chi pratica l’uncinetto, a chi desidera imparare e a chi semplicemente vuole trascorrere qualche ora in compagnia condividendo esperienze, progetti e idee. Non sono previsti programmi rigidi né dimostrazioni formali: soltanto il piacere di stare insieme e di celebrare una tradizione che continua a rinnovarsi attraverso le persone che la praticano.
Si consiglia ai partecipanti di portare con sé ferri, uncinetti, filati e lavori in corso. Chi non ha mai lavorato a maglia o all’uncinetto è ugualmente il benvenuto: l’incontro nasce soprattutto come occasione di conoscenza, condivisione, trasmissione dei saperi e amicizia.
La partecipazione è libera e gratuita.
Per Le Sette Muse ODV questa data possiede inoltre un significato speciale.
Il 13 giugno è infatti il giorno in cui, per molti anni, abbiamo festeggiato l’onomastico della nostra cara Antonia Attolico, per tutti Ninetta.

Scoprire che la Giornata Mondiale del Lavoro a Maglia in Pubblico cade proprio in questa data ci è sembrato un segno delicato e significativo. Ninetta amava la manualità, la trasmissione dei saperi e il valore delle relazioni umane costruite attraverso il fare insieme. Oggi, mentre intrecciamo fili, punti e racconti, ci piace pensare che anche il suo ricordo continui a intrecciarsi con il cammino della nostra associazione.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerla davvero conserva spesso qualcosa realizzato dalle sue mani. Per molte persone si tratta di un centrino all’uncinetto, pazientemente confezionato e donato in occasione di una nascita, di un matrimonio, di una comunione o di un momento speciale della vita. Per altre sono scarpine per bambini, maglie, maglioni, top, scialli, coperte o altri manufatti creati con la stessa cura e la stessa attenzione.
Ninetta non regalava soltanto il proprio lavoro. Molto spesso donava anche i filati, i materiali e perfino i confetti che accompagnavano i suoi lavori destinati alle cerimonie e alle ricorrenze familiari. Dietro ogni dono vi erano ore di lavoro paziente, competenza, dedizione e affetto.
Ma chi l’ha conosciuta sa che quei manufatti non nascevano mai nel silenzio. Mentre le sue mani lavoravano instancabilmente, Ninetta chiacchierava, raccontava storie, cantava vecchie canzoni e soprattutto rideva. Una risata contagiosa, capace di trasformare un pomeriggio qualunque in un momento di festa. Per lei il lavoro a maglia e l’uncinetto non erano soltanto una tecnica o un passatempo: erano un modo per stare insieme agli altri, condividere il tempo e costruire relazioni.
In molte case questi oggetti continuano ancora oggi a essere custoditi e utilizzati. Non sono soltanto manufatti tessili: conservano il ricordo di una voce, di una risata, di una presenza generosa che ha saputo trasformare un filo e un uncinetto in un gesto di amicizia, vicinanza e cura.
Forse è anche per questo che il lavoro a maglia e l’uncinetto continuano ad avere un significato che va oltre il semplice gesto tecnico. Ogni punto racconta una storia, ogni filo custodisce una memoria, ogni manufatto porta con sé qualcosa di chi lo ha realizzato.
Perché ogni lavoro a maglia nasce da un filo che si trasforma in qualcosa di più grande. E alcune persone, proprio come alcuni fili, continuano a tenere unite le trame anche quando non sono più visibili.
A cura di Simona Paccione, Presidente de Le Sette Muse ODV
Fotografia di Antonia Attolico detta “Ninetta”: Asia Dimundo.