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Un viaggio nel Giappone tra natura, spiritualità e arte tessile

Un viaggio nel Giappone tra natura, spiritualità e arte tessile

Roma offre spesso occasioni preziose per avvicinarsi a culture lontane senza lasciare la città. È quanto accaduto alle socie e alle simpatizzanti de Le Sette Muse ODV che, nell’ambito delle attività di partecipazione culturale dell’associazione, hanno preso parte a una visita collettiva al Giardino Giapponese dell’Istituto Giapponese di Cultura.

L’iniziativa si inserisce nel percorso delle Prescrizioni Artistiche, attraverso il quale l’associazione promuove la partecipazione ad attività culturali come occasione di incontro, crescita personale e scoperta di nuovi linguaggi espressivi.

Il Giardino Giapponese: un paesaggio costruito per la contemplazione

Realizzato dall’architetto Ken Nakajima, il Giardino Giapponese rappresenta uno dei più significativi esempi di giardino tradizionale giapponese presenti in Italia. Ogni elemento è disposto secondo una precisa armonia simbolica: le rocce evocano montagne, l’acqua richiama il fluire della vita, i ponti suggeriscono il passaggio tra dimensioni diverse dell’esistenza.

Passeggiare tra i sentieri del giardino significa entrare in uno spazio progettato per rallentare il passo e favorire l’osservazione. La composizione del paesaggio non è affidata al caso, ma nasce da una concezione estetica e filosofica che ricerca equilibrio, misura e relazione tra gli elementi naturali.

Per molte delle partecipanti la visita è stata l’occasione per avvicinarsi a una sensibilità culturale nella quale la natura non costituisce soltanto uno sfondo, ma diventa parte integrante dell’esperienza spirituale e artistica.

La mostra “Statue di Buddha nella Terra di Yamato”

La giornata è proseguita con la visita alla mostra fotografica Statue di Buddha nella Terra di Yamato, ospitata negli spazi dell’Istituto Giapponese di Cultura.

L’esposizione presenta le fotografie di Ogawa Kōzō dedicate alle antiche statue buddhiste conservate nella regione di Nara, culla della civiltà giapponese. Attraverso dettagli, primi piani e giochi di luce, l’autore restituisce non soltanto la bellezza delle opere, ma anche i segni del tempo impressi nel legno, nelle lacche e nelle dorature.

Particolarmente suggestive sono le immagini che isolano mani, volti e dettagli scultorei, trasformandoli in vere e proprie meditazioni visive. Le fotografie invitano l’osservatore a soffermarsi sulle tracce lasciate dai secoli, mettendo in evidenza la dimensione umana e spirituale di opere che continuano a custodire una straordinaria forza espressiva.

La mostra ha offerto inoltre l’opportunità di riflettere sul rapporto tra conservazione, artigianato e trasmissione dei saperi, temi particolarmente vicini alle attività promosse da Le Sette Muse ODV.

Quando una visita genera nuove idee

Uno degli aspetti più interessanti delle Prescrizioni Artistiche consiste proprio nella capacità di generare connessioni inattese tra esperienze culturali differenti.

L’incontro con l’estetica giapponese, con la sua attenzione per il gesto, la ripetizione, la cura del dettaglio e il valore attribuito al tempo, ha suscitato numerose riflessioni tra le partecipanti.

In particolare è emerso un forte interesse per il Sashiko, antica tecnica giapponese di cucitura decorativa nata originariamente per rinforzare e riparare i tessuti. Attraverso semplici punti regolari, il Sashiko trasforma la necessità del rammendo in un linguaggio estetico raffinato, caratterizzato da motivi geometrici che uniscono funzione e bellezza.

Accanto al Sashiko, ha suscitato curiosità anche la tradizione del Boro, che consiste nel recupero e nella stratificazione di tessuti consumati attraverso cuciture visibili e riparazioni successive. Una pratica che oggi appare sorprendentemente attuale e che dialoga con temi come il riuso creativo, la sostenibilità e la valorizzazione del lavoro manuale.

Proprio da queste suggestioni è nata l’idea di approfondire tali tecniche all’interno delle future attività associative, esplorando possibili percorsi formativi dedicati al ricamo e al recupero tessile di tradizione giapponese.

Forse è proprio questo il lascito più prezioso della visita: aver scoperto che, tra le pietre del giardino, i volti dei Buddha e i saperi artigianali del Giappone, si nascondeva già il seme di una nuova esperienza formativa per Le Sette Muse ODV.

Testo e fotografie di Simona Paccione